Il Saturno di Francisco Goya rievoca l’immagine mitologica di Crono (Tempo), il più giovane dei Titani, figlio di Urano (Cielo) e di Gea (Terra), a cui era stato profetizzato che uno dei suoi figli lo avrebbe privato del potere, e per questo motivo iniziò a divorarli uno a uno.

Un’immagine forte, ben rappresentata dal dipinto del pittore spagnolo della prima metà dell’800, e che ci riporta ancora oggi all’eterna lotta contro il passare del tempo, sia contro quello che passa in fretta e sia contro quello che non passa mai.

Ai noi uomini 4.0, quelli della quarta rivoluzione digitale, verrebbe da dire a voce alta: “Fai prima che il tempo ti divori”, anche se lo stesso Seneca invitava tutti, un bel pò di secoli fa, a non lamentarsi di non avere tempo a sufficienza e a concentrarsi meno sulle cose inutili che ci fanno perdere il tempo prezioso.

E cosa c’è di più prezioso se non il tempo passato a fare cose che sappiamo far bene?
Perché, mentre dovremmo concentrarsi sul nostro “core business”, nel lavoro, nella vita e nelle amicizie, perdiamo ore intere ad occuparci di altro che potremmo delegare ad altri?
L’uomo digitale ha la fortuna di vivere in un’epoca dove la tecnologia è, non solo superiore alle sue potenziali applicazioni, ma fruibile da tutti, in ogni momento e in ogni dove: l’IoT, la domotica, i big data, il mondo social sono lì alla portata di tutti e pronti per essere usati per migliorare la nostra qualità della vita, fare business e contribuire al benessere di chi ci circonda.

In base ad un recente studio, invece, molti “uomini digitali”, occupano in media solo il 36% del proprio tempo lavorativo a svolgere la propria attività in senso stretto, perdendosi spesso nel rincorrere a seguire il delirio tecnologico di computer, smartphone, prodotti digitali e navigazioni varie dal web ai social.

Sempre secondo questa ricerca, ben il 60% dei professionisti e delle piccole e medie imprese lamenta di non avere tempo a sufficienza per svolgere il “proprio lavoro”.
C’è consapevolezza, ma anche perseveranza, nel commettere lo stesso errore: quello cioè di voler accentrare a sé tutte le competenze digitali possibili.

La maggior parte delle piccole e medie imprese e degli studi professionali, infatti, dedica una parte sempre più rilevante della propria giornata ad attività che non rappresentano il “core” del loro business: dal marketing alla comunicazione, dalle vendite all’amministrazione, dalla gestione del personale alle relazioni con i clienti.

Dal canto suo, il mondo digitale non aspetta a lungo chi s’attarda, e costringe ognuno di noi a dover utilizzare piattaforme, strumenti e software diversi per promuovere sé stessi, il proprio business ed anche la propria “socialità”: sito web, eCommerce, recensioni, prenotazioni, preventivi, coupon, direct marketing, social, fidelizzazione, promozioni, offerte, e chi più be ha più ne metta.

Come se ne viene fuori?
Con una parola chiave: multicanalità.

Sul mercato stanno sempre più diffondendosi strumenti “multicanale” ideati partendo proprio da queste esigenze contrastanti: vincere la lotta contro il tempo che non si ha, gestendo con semplicità e rapidità le attività correlate al nostro “core business” tramite gli strumenti digitali.

Senza perdere di vista, quindi, ciò che sappiamo far meglio ed utilizzare le nuove tecnologie come “mezzi” e non come semplici “fini” validi solo a fagocitare i 2/3 della nostra giornata lavorativa.

Insomma, oggi vale la pena seguire le nuove tecnologie a patto che siano funzionali alla nostra attività, utilizzando la multicanalità e piattaforme che ci consentono di gestire in maniera semplice, rapida ed economica tutte le potenzialità offerte dal web e dai social.