L’ultimo weekend di shopping pre-natalizio a cavallo tra novembre e dicembre ha registrato il record di vendite della storia “italiana” di Amazon, il colosso delle vendite on line che sta rivoluzionando le abitudini di acquisto delle famiglie: durante le 48 ore del black friday, infatti, si sono registrati in media 37 acquisti al secondo, tra giochi di società, elettronica, casalinghi, abbigliamento, articoli di bellezza ed altri prodotti.

Davvero in pochi, fino a qualche anno fa, avrebbero scommesso su un successo di queste dimensioni, un record che si riteneva solo appannaggio di giovani generazioni di “clienti”, nati e cresciuti con “l’on line nel cuore”, e di famiglie presenti in Paesi più “culturalmente digitalizzati”.

Eppure anche in Italia l’acquisto dal proprio cellulare è oramai una realtà, non più solo in crescita costante, ma soprattutto in rapida ed esponenziale diffusione anche in strati della popolazione e fasce d’età fino a ieri fortemente resistenti e refrattarie a “fare affari” con i negozi on line.

Ma se gli italiani hanno dimostrato si saper cambiare in fretta le proprie “abitudini d’acquisto”, siamo convinti che artigiani, commercianti o piccole imprese con ottimi prodotti abbiano iniziato a mutare le proprie “abitudini di vendita” facendo il passo decisivo verso la Rete?

In linea generale, le resistenze sembrano essere più dalla parte dell’offerta che della domanda: insomma, i consumatori italiani – e soprattutto anche gli stranieri che amano i nostri prodotti del Made in Italy – sono più “evoluti” e pronti rispetto a chi dovrebbe stare sul mercato a loro disposizione con le vetrine “on line”.

Dai dati forniti da Sì!4web, la Digital Business Unit di PagineSì! spa, sembrerebbe che il 2019 sia stato l’anno della svolta: basti pensare, infatti, che i portali e-commerce gestiti dalla web agency che opera con sedi in tutta Italia, nella giornata del black friday abbiano fatturato un importo complessivo di oltre 40mila euro in sole 24 ore, mentre
durante tutta la black week – da venerdi 30 novembre a lunedì 2 dicembre – si siano superati i 105mila euro di incassi.

Numeri che testimoniano una volta di più che non possedere un “negozio on line”, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, significa perdere occasioni di business e rischiare di essere ai margini di un mercato che ha mutato oramai le abitudini di vendita e di acquisto da parte di milioni di giovani e famiglie e su ogni tipo di prodotto.