Smog killer nelle città, le paure dell’OMS e il decalogo di Legambiente per mettere in sicurezza i nostri polmoni. La mobilità elettrica a supporto della nostra salute.

Bronchiti, asma, tumori e ictus. Tanto si aspetta chi fuma sigarette, un po’ meno chi semplicemente è colpevole di vivere e lavorare in città in mezzo alle emissioni inquinanti non solo di auto e bus, ma anche di edifici non a norma.

Emergono impietosi gli effetti delle polveri sottili che i nostri polmoni respirano quotidianamente: ben 400mila morti all’anno nella sola Unione Europea, più del triplo di coloro che muoiono a causa di incidenti stradali.

Un killer silenzioso, quello delle polveri sottili, a cui risponde la denuncia dell’Oms (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) che invita ad aumentare i limiti di legge, che prevede che la concentrazione delle polveri con un diametro non superiore a 10 millesimi di millimetro non possa oltrepassare la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo per più di 35 giorni all’anno.

Da un recente rapporto di Legambiente si evidenzia anche che nel 2016 sono stati 32 i capoluoghi di provincia “fuorilegge”: in base a dati Arpa, Torino ha superato il limite 86 giorni, Frosinone 85, Milano e Venezia 73, Vicenza 71, Padova e Treviso 68.

E gli interventi? Poca attenzione ad interventi “green”, come ad esempio incentivare la mobilità elettrica anche di mezzi leggeri. Mentre targhe alterne e blocco della circolazione sono ancora i più gettonati, ma sembrano essere più palliativi che azioni risolutive, dato che il livello di concentrazione delle polveri tende poi a risalire rapidamente.

Da più parti s’invocano interventi strutturali che vadano ad incidere sulle “insane” abitudini di cittadini auto-dipendenti e sulle politiche urbanistiche e di mobilità delle amministrazioni locali, spesso lasciate sole ad occuparsi di un’emergenza che dovrebbe andare al di là del semplice rispetto del patto di stabilità.

Ci prova Legambiente a suggerire un indirizzo più concreto attraverso la pubblicazione del decalogo per combattere lo smog nelle nostre città (http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/emergenza-smog-10-proposte-di-legambiente).

Proposte? Ampliare gli spazi pedonali ed i circuiti cittadini riservati alle biciclette, bandire i diesel ed i veicoli più inquinanti dalle città, puntare ad una mobilità ad “emissioni zero” privilegiando mezzi, pubblici e privati, a trazione elettrica, il car sharing ed il car pooling, rimodernare i mezzi adibiti a trasporto pubblico per renderli più competitivi ed efficienti, riqualificare gli edifici per ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti.

Un decalogo impegnativo ma, indispensabile “per mettere in sicurezza i nostri polmoni”, come sostenuto da Rossella Muroni, presidente di Legambiente, partendo anche da piccole mosse, come ad esempio una politica di incentivi per diffondere l’utilizzo di personal movers elettrici leggeri, come microscooter, hoverboard, streetboard, monoruota e monopattini elettrici, che da oggetti “cult” potrebbero diventare autentici “motori” di una rivoluzione culturale volta a trasformare il nostro concetto di mobilità.