Una grande opportunità per il posizionamento delle PMI sui mercati internazionali

Sono numeri impressionanti quelli dell’utilizzo della rete a livello globale, numeri che offrono uno stimolo straordinario per sollecitare le PMI a posizionarsi e promuoversi sui mercati internazionali. Su circa 7 miliardi di esseri umani presenti sul globo terrestre, ben il 51% sono già utenti di  Internet, e il 93% dei quali vi accede attraverso dispositivi mobili.

E’ quanto emerge da una recente ricerca, datata aprile 2017, realizzata da We are Social e Hootsuite dove si evidenzia che a distanza di circa 25 anni da quando Berners-Lee ha messo a disposizione degli utenti il World-Wide-Web, internet è diventato ormai parte integrante della vita quotidiana della maggior parte della popolazione mondiale, favorendo di conseguenza la vertiginosa e costante crescita dei social media (usati da circa il 40% della popolazione mondiale) e dell’ecommerce (più di una persona su cinque nel mondo ha effettuato almeno un acquisto on line negli ultimi 30 giorni).

Dati questi che consolidano ulteriormente questo mercato globale della rete a cui le PMI italiane possono rivolgersi con quella specificità, originalità e qualità del Made in Italy che hanno nel loro Dna.  Specificatamente se analizziamo i social media, che registrano a livello globale le crescite più significative in termini di utenti attivi,  gli unici Paesi del nostro continente o prossimi ad esso, Turchia e Gran Bretagna, occupano rispettivamente l’ottava e decima posizione nella Top Ten mondiale.

Tra le dieci metropoli invece, solo Istanbul è presente all’ottavo posto.

Sul podio dei Paesi figurano Stati Uniti, India e Brasile, mentre a livello di metropoli compaiono Bangkok, Jakarta e Dhaka.

Se guardiamo, invece, all’ecommerce le percentuali di crescita relative agli acquisti on line sono a tripla cifra in Indonesia e Giappone, a doppia cifra nella maggior parte delle nazioni importanti mondiali, tra cui UK, Germania, Polonia Francia e Spagna, mentre il Bel Paese è lievemente sopra il 5%.

Pensare globale per le nostre piccole e medie imprese non è quindi solo un’opportunità ma ora anche una necessità per competere sui mercati internazionali.